Il Gruppo Carpi 1

Il Gruppo Carpi 1 nacque nel 1956 presso l’oratorio cittadino, dove si trova tuttora, ad opera di don Nino Levratti.

A questo proposito, ecco un brano scritto da don Nino in occasione dei 50 anni del Carpi 1.

 

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Le prime promesse risalgono al 6 maggio 1956. Cinquant’anni di attività educativa proposta con puntigliosa fedeltà alla metodologia ideata da Baden Powell. Io li ho vissuti prima come promotore del movimento assieme ad Alberto Pettenati e Giancarlo Forti: due mitici capi prematuramente ritornati alla casa del Padre; poi, ininterrottamente, per oltre quarant’anni come assistente spirituale. Durante la mia prima esperienza sacerdotale a Mirandola, dove già era attivo il gruppo scout negli anni della soppressione e della clandestinità, ebbi la singolare fortuna d’incontrare alcuni capi storici dello scoutismo cattolico con i quali mi fu possibile stringere legami d’amicizia.
Ricordo Mario Mazza, ospite eccezionale a Mirandola, Salvatore Salvatori che accompagnai al Jamboree in Canada, Padre Agostino Ruggi assistente ecclesiastico centrale, Osvaldo Monass e particolarmente Don Andrea Ghetti (detto Baden) che mi trasmise l’amore per lo scoutismo con la sua travolgente testimonianza di sacerdote educatore e di scout.
Non sarà facile raccontare la nostra storia, la storia del gruppo Carpi 1°: una storia così ricca di persone e di eventi che hanno lasciato tracce luminose e profonde. Sono milioni i ragazzi di generazioni diverse con i quali ho percorso un tratto di strada. Mi sono sentito uno di loro, cercando di condividerne l’esperienza e di seguirne le modalità educative del movimento.
Anche la mia spiritualità sacerdotale, che ha ben altre sorgenti, ne è uscita illuminata ed arricchita. Le celebrazioni del 50° del nostro gruppo scout è per me un dono, una grazia. Non è di tutti vedere un seme buttato farsi pianta rigogliosa e feconda. La sua vita non si ferma. E’ apprezzata in campo ecclesiale e civile, ove operano tanti adulti che nello scoutismo hanno maturato uno stile di disponibilità e di servizio. In cinquant’anni, dalle sue vecchie e profonde radici sono spuntati virgulti, cresciute altre piante vigorose.
In città e in periferia è ora un pullulare di branchi, riparti, clan e comunità d’educatori. Il futuro è ricco di speranza. Il “grande gioco” continua, per “lasciare il mondo migliore di quanto l’abbiamo trovato” (B.P.)

Don Nino Levratti

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